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mercoledì 21 maggio 2014

YOGA PER ANZIANI



Lo Yoga ha effetti benefici per le persone di ogni età. Se desideri praticare Yoga ad un'età avanzata, continua a leggere: questo è un breve ABC che fa per te.

Quali sono i benefici offerti dallo yoga alle persone anziane?

Attraverso i principi fondamentali dello Yoga (unione della mente, del corpo e dello spirito, respirazione consapevole ed asana), questa disciplina antica aiuta le persone anziane a restare in contatto con se stesse e ad accettare lo stato in cui si trovano. Inoltre lo Yoga promuove la salute fisica attraverso un lieve stretching muscolare, lo sviluppo delle articolazioni, la normalizzazione della pressione sanguigna e la stabilizzazione del sistema nervoso.

In quale modo l'età influenza il modo di praticare Yoga?

È previsto che gli istruttori dei corsi di Yoga per anziani, tengano conto dei problemi di salute dei loro praticanti. Le transizioni da posizione a posizione sono in genere più lente e morbide. La durata di tempo in cui viene mantenuta una posizione è più breve, a seconda delle capacità di ciascun praticante.

Viene posta più attenzione sul mantenimento dell'equilibrio durante l'esecuzione di una posizione. L'uso di sostegni e di varianti delle posizioni è molto diffuso. In generale, gli istruttori tendono a scegliere posizioni che allungano specifiche aree del corpo che risultano indebolite nelle persone anziane, mentre evitano le posizioni che richiederebbero uno sforzo eccessivo alle articolazioni.

Quali posizioni vengono utilizzate per le persone in età avanzata?

Posizione del vento su una gamba: allunga la scienza e i fianchi delicatamente, ma efficacemente, contribuendo ad alleviale la lombalgia.

Posizione del bastone: rinforza la parte centrale della schiena e i muscoli quadricipiti, migliora la postura.

Posizione della sedia: coinvolge più muscoli alla volta e migliora il flusso sanguigno.

Piegamento in avanti in posizione seduta: riduce la pressione del sangue.

Posizione del triangolo rovesciato: promuove la resistenza delle ossa.

Guerriero: rinforza le gambe e i fianchi.

Quali benefici ne può trarre la mente?

Nello specifico, noi di Jiva Yoga School, puntiamo molto sull'aspetto teorico/pratico durante le nostre lezioni. Assumere consapevolezza graduale di sé, imparare la presenza anche attraverso le tecniche del pranayama e i benefici dello Yoga Nidra, sono uno strumento quantomai efficace per mantenere la mente lucida e sempre più in equilibrio.

Buona Pratica!

martedì 6 maggio 2014

I benefici dello Yoga nei bambini


Volenti o nolenti, i genitori di oggi immergono i propri bambini nello stressante mondo degli adulti, troppo precocemente. Scuola, mancanza di momenti piacevoli con i genitori, TV, computer, sport e quant'altro: tutto ciò influenza la mente dei bambini ponendo ponendo su di loro pressioni eccessive. Ma, come accade per gli adulti, lo Yoga può aiutare anche i bambini! Ecco come:

Lo Yoga permette di edificare il senso di autostima e di consapevolezza del proprio corpo grazie alla sua mancanza di competitività. Nel nostro mondo ipercompetitivo, lo Yoga è un rifugio dove i bambini non devono per forza esse i migliori, sforzarsi e mirare in alto per meritarsi qualche incoraggiamento dall'insegnante; oppure sentirsi miserabili quando non riescono a soddisfare le aspettative dei genitori. Allo stesso tempo, lo yoga rappresenta un modo piacevole con cui i bambini imparano a conoscere il proprio corpo e le proprie capacità.

Lo Yoga sviluppa forza ed elasticità. Lo Yoga offre un'attività fisica che fornisce un adeguato stretching muscolare, senza al contempo sovraccaricare il corpo. Viene inoltre posta l'attenzione su una corretta respirazione e sul rilassamento, qualità che migliorano lo stato di salute, rafforzano i vostri bimbi e li rendono più sereni.

Lo Yoga migliora la capacità di concentrarsi e rilassarsi. Ai bambini vengono insegnati la calma e l'equilibrio (i principi fondamentali delle asana) nella maniera più efficace possibile, in modo tale che essi imparino anche a dar valore a queste abilità e a utilizzarle al di fuori delle lezioni di Yoga.

Lo Yoga sviluppa l'immaginazione e la creatività. Lo Yoga per i bambini è qualcosa di realmente differente dallo Yoga per adulti. I bambini stimolano gli istruttori di Yoga a intrecciare varie attività durante le loro lezioni: disegno, musica, racconto di storie e altro ancora, in modo che i bambini non si annoino mai nell'esercitare il proprio corpo e la propria mente.

Naturalmente gli stessi benefici si applicano allo Yoga per adulti. Perché non provare ad allietare il bambino che c'è in te con qualche gioia offerta dallo Yoga?

lunedì 5 maggio 2014

Piegamenti all'indietro: amarli o odiarli?


I piegamenti all'indietro rappresentano il tipo di asana più difficile, sia fisicamente che mentalmente. Analizziamoli più da vicino per una migliore comprensione del loro significato e dei loro benefici.

Quali sono i benefici dei piegamenti all'indietro? Quando inarchi il busto all'indietro, stimoli il sistema nervoso neutralizzando le ore trascorse alla scrivania o in una posizione scomoda in avanti. Quando ti pieghi in avanti durante il giorno, le vertebre si avvicinano, con possibile conseguente mal di schiena o di collo, nonché aumento della pressione sugli organi interni. I piegamenti all'indietro riallineano la colonna vertebrale e riempiono il corpo di nuova energia.

In quale modo i piegamenti all'indietro influenzano le emozioni? Assumendo una posizione tanto innaturale come quella del piegamento all'indietro, superi i tuoi sentimenti di insicurezza e paura, e allo stesso tempo acquisisci pazienza e impari ad accettare te stesso per quello che sei. È quindi importante non spingersi troppo lontano. I piegamenti all'indietro possono anche essere un ottimo modo per alleviare lo stress.

Come migliorare il piegamento all'indietro? Una corretta respirazione ti aiuterà ad assumere la posizione più facilmente ed efficacemente. Abbassa la scienza durante l'espirazione e solleva il torace durante l'inspirazione. 


mercoledì 30 aprile 2014

Comprendere il linguaggio dello Yoga



Vi sono due aspetti che possono creare confusione durante una lezione di Yoga: le posizioni e il linguaggio. E quando parliamo di linguaggio, non intendiamo i nomi in sanscrito delle Asana. A volte gli istruttori di Yoga dicono qualche cosa nella nostra lingua che non siamo in grado di comprendere completamente.

Ci sentiamo quindi disorientati e non sappiamo esattamente che cosa fare. Se questa situazione ti è familiare, qui ti spieghiamo quali sono le principali frasi comunemente pronunciate dagli istruttori Yoga, e non comprensibili da parte degli allievi principianti:

1. Trova il tuo centro.

Il centro non è altro che la sicurezza in sé, il luogo sicuro dove ci si trova a proprio agio nell'essere semplicemente se stessi.

2. Sii presente.

Quando ti viene chiesto di essere presente, prova a liberare la mente da qualsiasi pensiero e preoccupazione per concentrarti su ciò che stai facendo.

3. Fissa la tua attenzione

Il significato di questa frase è alquanto letterale: scegli un'intenzione o un obbiettivo per questa sessione e concentrati sul suo raggiungimento. Questa intenzione può essere rappresentata dall'allenare la propria flessibilità, provare una nuova posizione, concentrarsi più attentamente nel respiro, ecc…

4. Allunga la spina dorsale.

Si tratta di un impercettibile aggiustamento della posizione che ti richiede di rilassare le spalle, abbassandole leggermente, e immaginare che la schiena stia crescendo come un albero.

5. Siediti alto.

Analogamente alla frase "allunga la schiena", l'espressione "siediti alto" ti richiede di rilassare le spalle, lasciandole cadere verso il basso, e immaginare che qualcuno ti stia delicatamente tirando verso l'alto per la testa, in modo da farti sentire un po' più alto.

martedì 22 aprile 2014

La tecnica e la consapevolezza di Iyengar per una respirazione completa


L’aria fluisce entra nel corpo, ruota, come una girandola, e si espande. Invade ogni spazio, ogni centimetro per poi fer­marsi e unirsi, anche se per pochi istanti, con ciò che ogni individuo racchiude in se stesso. E in un soffio svanire e liberare il grande potere creativo che ognuno porta dentro di sè. E questa liberazione, nello yoga, è conosciuta come Samadhi: un incontro che avviene fra il sè in­dividuale e l’anima universale, in un semplice respiro. Nello Hatha Yo­ga Pradipika, l’antico testo sacro, si legge: “Il respiro è la chiave per l’emancipazione finale.” Quando è eseguito correttamente e quando il praticante è pronto, il pranayama è in grado di fornire un ponte tra il sé individuale e l’anima universale.
In contatto
B.K.S. Iyengar spiega come le tre fasi del respiro nel Pranayama - inspiro (pùraka), ritenzione (antara kumbhaka), ed espirazione (rechaka), ci possono connettere all’anima universale. Durante l’inspirazione, stiamo invitando il prana ad entrare. Secondo il guru, il sé individuale deve, quindi, farsi da parte per lasciare spazio all’anima: ecco che l’energia si epande e la consapevolezza interiore accresce. B.K.S. Iyengar, quando invita a pensare al contatto del respiro con il polmone interno come alla connessione, appunto, tra anima universale e sè individuale. Quando fermiamo con coscienza il flusso del respiro (ritenzione), organizziamo i pensieri della mente e l’esperienza del corpo. La lunghezza della ritenzione varia. Dovrebbe durare solo fino a quando il contenuto (prana) comincia ad allontanarsi dal contenitore (il polmone). Dobbiamo tenere la mente connessa all’esperienza del corpo, per sapere esattamente in che momento l’anima e ilsè iniziano a separarsi l’uno dall’altro. Qui deve iniziare l’espirazione. Sviluppare la capacità di sentire qualcosa di così sottile, richiede una pratica regolare.
Prana e cervello
B.K.S Iyengar ritiene che nella respirazione normale, sia il cervello a iniziare l’azione di inspirazione e tragga energia a se stesso. Ciò lo mantiene in uno stato di tensione e quindi il respiro è più corto. Nel pranayama, invece, il cervello rimane passivo, e sono polmoni, ossa e muscoli del tronco ad avviare l’inspirazione e a trarne beneficio. «Il respiro – dice il guru - deve essere adescato o blandito, come si cattura un cavallo in un campo, non rincorrendolo, ma stando fermi con una mela in mano. Nulla può essere forzato: la ricettività è tutto». Dobbiamo eseguire pranayama con la nostra intelligenza, non con il cervello, sostiene Iyengar. Praticando e regolando il flusso di prana con l’osservazione misurata e la distribuzione del respiro, la mente diventa calma. Quando ciò accade, siamo in grado di portare all’interno l’energia che normalmente usiamo per gestire e relazionarci con il mondo.

Kapalabhati


Kapalabhati vuol dire 'lucentezza del cranio', lasciando intendere con questa immagine la sensazione di freschezza che si avverte nella porzione frontale del cervello e 'quell'aura' luminosa che distingue chi sta praticando.
L'aura corrisponde a una maggior ossigenazione globale dei neuroni (corteccia cerebrale) e a un'intensa stimolazione positiva dell'ipotalamo/sistema limbico (particolarmente sollecitati dall'espirazione intensa, enfatizzata e ripetuta a lungo) che presiede al benessere emozionale.